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martedì 2 giugno 2026

LE BAGNANTI (Les Baigneuses) di JEAN-HONORÉ FRAGONARD

 

Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Le bagnanti, 1765-72, olio su tela, 64 x 80 cm,

Museo del Louvre, Parigi.

 

LETTURA DELL’OPERA

 

Nel dipinto, l’artista crea la deliziosa immagine di alcune giovani donne che si bagnano in un tranquillo specchio d’acqua immerso in una vegetazione immaginosa di piante acquatiche, arbusti e alberi dalle folte e bizzarre chiome. Nella composizione, libera e immediata, si combinano un compiaciuto e candido erotismo e una schietta magnificazione della gioia di vivere.

Le cinque formose bagnanti ignude, dai morbidi e rosei incarnati, sono colte in movenze esuberanti e giocose, senz’altro disinvolte e incolpevoli nella loro nudità, esaltata da un ampio fascio di luce calda che penetra tra le fronde.

Esse sono disposte in movenze differenti e nondimeno originali. In primo piano, una delle fanciulle sta uscendo dall’acqua, passando tra le foglie delle erbe acquatiche, sostenendosi con un braccio sulla sponda, dove sono posate le sue vesti.

La bella bagnante dà la schiena e le natiche carnose al riguardante, intanto che si gratta il braccio destro – su cui si è appena appoggiata – con la mano sinistra, come fosse stata punta da un insetto.

Di fronte a lei un’altra leggiadra fanciulla, seduta sui suoi svolazzanti abiti, sembra come magicamente sospesa in aria, come fosse una gaia ninfa che personifica il piacere di vivere e allude, nel contempo, alla fuggevole leggerezza dell’essere.

Con le braccia alzate, tiene nelle mani dei fiori, forse con l’intenzione di lasciarseli cadere addosso per profumarsi, in un gioco tutto suo, mentre osserva una delle sue compagne che sta goffamente entrando in acqua e che, a sua volta, si volge verso di lei.

Accanto alla bagnante dalle braccia levate in alto si intravedono altre due sue compagne buttate in terra. Sono impegnate in una sorta di zuffa affettuosa, un innocente gioco da loro appena inventato.

Oltre le cime setose della vegetazione, si scorge un cielo ingombro di nuvole vaporose e bizzarre, che completano la spettacolare scenografia naturale dentro cui sono immerse le graziose bagnanti, in una scintillante combinazione di luci, di forme e di colori.



Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Le bagnanti (particolare), 1765-72, olio su tela, 64 x 80 cm,

Museo del Louvre, Parigi.


Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), L'altalena ,1765-72, olio su tela, 82 x 64,2 cm, 

Wallace Collection, Londra.

L’opera, conosciuta anche col titolo I fortunati casi dell’altalena o con l’altra meno conosciuta intitolazione Possibilità gradevoli dell’altalena, fu dipinta tra il 1765 e il 1772, su commissione del barone di Saint-Julien, tesoriere della Chiesa francese, il quale, preventivamente, aveva scelto anche il soggetto. Voleva, in effetti, essere egli stesso rappresentato mentre ammirava estasiato la sua amante, che si dondolava su un’altalena sospinta da un vescovo.


Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Autoritratto


Fragonard è uno dei massimi pittori del Settecento, e senza dubbio uno dei massimi pittori francesi. Anzitutto per i temi, che fanno di lui il pittore del suo tempo, di quel Settecento sensuale, garbato, del secolo di Luigi XV, dei fermiers généraux, degli esattori e dei borghesi epicurei che dovevano rovesciare la monarchia. Il suo maestro Boucher si compiaceva di allegorie e di raffigurazioni bucoliche; i successori di Watteau s’attardavano nel genere delle feste galanti; Fragonard rinunciò, con grande scandalo dei critici d’arte contemporanei, ai temi antichi o mitologici per dedicarsi a ciò che da Courbet in poi chiamano “arte viva” [...]

I temi abbastanza liberi, che ha trattato al tempo del suo matrimonio in età già matura, non hanno né ipocrisia né la falsa ingenuità di quelli di Greuze, ma ci rammentano che il pittore è contemporaneo di Boumarchais (nato come lui nel 1734), di Casanova (nato nel 1725): che Boufflers, Laclos, e Sade sono nati dopo di lui. D’altronde, se moltiplica, con piacere evidente, i dipinti e i disegni galanti, lo fa in parte per rispondere al gusto del pubblico che, alla vigilia del 1789, lo apprezza sempre di più. [...]  

(G. Wildenstein, Fragonard, Bath, 1960.)

 

VITA IN BREVE DI FRAGONARD

 

Fragonard nasce nel 1732 a Grasse, il 5 aprile, in Provenza, da famiglia di origine italiana. Nel 1738 la famiglia si trasferisce a Parigi. Nel 1748 entra come allievo nella bottega di Boucher. Nel 1752 vince il Prix de Rome e si fa notare come talento emergente. Nel dicembre del 1756 giunge a Roma per un soggiorno di studio. Tra il 1760 e il 1765, anno in cui viene ammesso all’Académie Royale e in cui espone anche al Salon, effettua viaggi a Venezia, a Napoli e in Olanda. Tra il 1766 e il 1767 riceve importanti commissioni dall’Académie, esponendo ancora al Salon. Nel 1773 sposa Marie-Anne Gérard, che dà alla luce una bambina. Subito dopo intraprende un viaggio per Roma. Nel 1774 parte da Roma per il nord dell’Europa e visita Praga, Lubiana, Vienna, Dresda. Nel 1780 nasce il secondo figlio, ma l’anno dopo muore il padre. Nel 1882 partecipa al Salon de la Correspondance, per la seconda volta. Nel 1788 muore la figlia. Nel 1790 ritorna a Grasse con la moglie. Nel 1791 è di nuovo a Parigi. Nel 1793 diventa membro della Commune des Arts. Nel 1796 diviene presidente del Musée Central. Dal 1800 inizia un periodo di difficoltà economica; lascia l’alloggio al Louvre, ricevendo una pensione di 1.000 franchi. Il 22 agosto del 1806 Fragonard muore, nella sua casa parigina, per via di una congestione cerebrale.



© G. LUCIO FRAGNOLI 

IL POST SOPRA RIPORTATO HA SCOPO ESCLUSIVAMENTE DIVULGATIVO, ED È RIVOLTO PERTANTO AGLI STUDENTI E AGLI APPASSIONATI.

lunedì 1 giugno 2026

L'ODALISCA BIONDA (o RAGAZZA DISTESA) di FRANÇOIS BOUCHER

 


François Boucher (1703 -1770), Ragazza distesa, o Odalisca bionda o Marie-Luise ‘O Murphy, 1751, olio su tela, 59 x 73,5 cm – Colonia, Wallraf-Richartz-Museum.


LETTURA DELL'OPERA

L’opera, replicata in più copie, è anche conosciuta come Ragazza distesa, o Odalisca bionda o Marie-Luise ‘O Murphy, è il nudo più erotizzante e malizioso della pittura rococò francese.

Quasi sicuramente Boucher utilizzò come modella l’affascinate cantante di origine irlandese Marie-Luise ‘O Murphy (Rouen, 1737- Parigi, 1814), detta anche La Belle Morphyse, giovanissima figlia d’una furba e intraprendente commerciante di indumenti usati. Per tre anni fu l’amante preferita di Luigi XV, risiedendo nel frattempo nel Parco dei cervi – una confortevole dimora dove il sovrano incontrava le sue mantenute , avendo da lui anche una figlia, nel 1754.

Terminata la relazione col re, Marie-Luise sposò un aristocratico, il quale morì due anni appresso, lasciandola incinta di una bambina. Si risposò ancora altre due volte, dapprima con un altro nobile, dal quale ebbe una figlia e da cui divorziò, poi con un deputato della Convenzione Nazionale, divorziando pure da questi, appena un anno dopo. Morì a Parigi, all’età di 77 anni.

Nel dipinto, firmato e datato, la leggiadra fanciulla – un’odalisca in chiave rococò – è distesa a pancia in sotto, con le gambe larghe, su un lenzuolo dai pizzi annodati e un soffice cuscino, stesi su un pregiato sofà damascato di velluto giallo zafferano, sul quale ricade anche un ampio tendaggio d’un fulgido giallo oro.

L’odalisca ha, però, il busto eretto e poggia un braccio sul bracciolo del canapè, l’altro braccio, invece, è piegato sul petto. Col dito indice si sfiora il viso, con lo sguardo rivolto davanti a sé, come se la sua attenzione fosse catturata da qualcosa che avviene fuori dello spazio del quadro. Cosa, questa, che incuriosisce senz’altro il riguardante. Chissà, qualcuno è entrato nella stanza? Un ospite inatteso? No davvero. Dato che la fascinosa e giovane donna non si mostra per niente sorpresa. Probabilmente osserva il suo amante che sta entrando da una porta, o che magari si sta soltanto congedando da lei con un affettuoso saluto? O cos’altro sta accadendo? Questo non ci è dato di sapere.

Niente di che preoccuparsi, naturalmente, vista la naturale espressione della maliarda, leggermente intrigata. Ma la luce che inonda l’ambiente dorato reinventato in soffice alcova, dalla sinistra, come da un’ampia finestra vetrata, potrebbe far pensare a qualcosa che accade fuori, oltre i vetri. Nulla cambia, ovviamente.

L’ipotesi più plausibile, secondo una certa logica, è quella che la piacente giovane osservi il suo amasio intanto che lascia il loro nido d’amore, uscendo da una porta, non visto dal contemplatore del dipinto. Di sicuro c’è stato qualcuno, si capisce dalle due rose cadute sul tappeto, un omaggio floreale, sicuramente, e dal libro aperto, che sta a significare una lettura inaspettatamente interrotta, ma anche la privilegiata condizione sociale della dama. Ciò che resta è un languido abbandono, in una accattivante sensualità, magistralmente realizzata dall’artista con l’effetto di un ampio flusso di luce che riluce sul morbido incarnato e sulle stoffe, sulla parete ocra, in un abbinamento coloristico limpido e splendente.   

      


 François Boucher (1703 -1770), Ragazza distesa, o Odalisca bionda o Marie-Luise ‘O Murphy, 1752, olio su tela, 58.5 x 73 cm – Monaco di Baviera, Alte Pinacothek.

In questa replica, come si vede, il libro aperto è stato sostituito da un portagioie.


 François Boucher (1703 -1770), Lodalisque brune (L’odalisca bruna), 1745 circa, olio su tela, 53 x 64 cm - Parigi, Louvre.

Per la realizzazione dellaltrettanto famosa Odalisca bruna ha posato la moglie dell’artista, ben accomodata in modo alquanto insolito, sicuramente provocante, a pancia in sotto, con le abbondanti chiappe scoperte, che occupano il centro del dipinto, quasi ne fossero le autentiche protagoniste. È una raffigurazione che rientra nel genere principalmente praticato dai pittori più rappresentativi della tendenza pittorica rococò, quello delle fêtes galantes (feste galanti), ossia di ordinari momenti di vita mondana della buona società.


 Gustav Lundberg, Ritratto di François Boucher, 1741 olio su tela, Collezione privata.


VITA IN BREVE DI FRANCOIS BOUCHER

François Boucher nacque a Parigi nel 1703, figlio di un artigiano, ed ebbe come primo maestro François Lemoyne. A diciassette anni lavorò nella bottega dell’incisore Jean-François Cars, divenendo l’incisore delle opere di Antoine Watteau. Ottenne il premio dell’Accademia, nel 1723, esponendo anche un grande successo per la sua prima esposizione pubblica. Nel 1727 si recò in Italia, dove restò fino al 1731, per perfezionare la sua formazione. Nel 1734 fu ammesso all’Accademia. Dal 1740 espose regolarmente al Salon, guadagnandosi frattanto il titolo di decoratore capo della Reale accademia di Musica, dal 1744 al 1748. Nel 1765 fu nominato primo pittore, pur godendo da tempo di un alloggio al Louvre. Ma l’avversione degli intellettuali illuministi lo condannò all’emarginazione, portandolo alla tomba. Morì nel 1770.  

 








© G. LUCIO FRAGNOLI


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LE BAGNANTI (Les Baigneuses) di JEAN-HONORÉ FRAGONARD

  Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Le bagnanti, 1765-72, olio su tela, 64 x 80 cm, Museo del Louvre, Parigi .   LETTURA DELL’OPER...