Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Le
bagnanti, 1765-72, olio su tela, 64 x 80 cm,
Museo del Louvre, Parigi.
LETTURA DELL’OPERA
Nel
dipinto, l’artista crea la deliziosa immagine di alcune giovani donne che si
bagnano in un tranquillo specchio d’acqua immerso in una vegetazione immaginosa
di piante acquatiche, arbusti e alberi dalle folte e bizzarre chiome. Nella
composizione, libera e immediata, si combinano un compiaciuto e candido erotismo
e una schietta magnificazione della gioia di vivere.
Le
cinque formose bagnanti ignude, dai morbidi e rosei incarnati, sono colte in movenze
esuberanti e giocose, senz’altro disinvolte e incolpevoli nella loro nudità,
esaltata da un ampio fascio di luce calda che penetra tra le fronde.
Esse
sono disposte in movenze differenti e nondimeno originali. In primo piano, una
delle fanciulle sta uscendo dall’acqua, passando tra le foglie delle erbe
acquatiche, sostenendosi con un braccio sulla sponda, dove sono posate le sue
vesti.
La
bella bagnante dà la schiena e le natiche carnose al riguardante, intanto che
si gratta il braccio destro – su cui si è appena appoggiata – con la mano
sinistra, come fosse stata punta da un insetto.
Di
fronte a lei un’altra leggiadra fanciulla, seduta sui suoi svolazzanti abiti,
sembra come magicamente sospesa in aria, come fosse una gaia ninfa che personifica
il piacere di vivere e allude, nel contempo, alla fuggevole leggerezza
dell’essere.
Con
le braccia alzate, tiene nelle mani dei fiori, forse con l’intenzione di
lasciarseli cadere addosso per profumarsi, in un gioco tutto suo, mentre
osserva una delle sue compagne che sta goffamente entrando in acqua e che, a
sua volta, si volge verso di lei.
Accanto
alla bagnante dalle braccia levate in alto si intravedono altre due sue
compagne buttate in terra. Sono impegnate in una sorta di zuffa affettuosa, un
innocente gioco da loro appena inventato.
Oltre le cime setose della vegetazione, si scorge un cielo ingombro di nuvole vaporose e bizzarre, che completano la spettacolare scenografia naturale dentro cui sono immerse le graziose bagnanti, in una scintillante combinazione di luci, di forme e di colori.
Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), Le bagnanti (particolare), 1765-72, olio su tela, 64 x 80 cm,
Museo del Louvre, Parigi.
Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), L'altalena ,1765-72, olio su tela, 82 x 64,2 cm,
Wallace Collection, Londra.
L’opera, conosciuta anche col titolo I fortunati casi dell’altalena o con l’altra meno conosciuta intitolazione Possibilità gradevoli dell’altalena, fu dipinta tra il 1765 e il 1772, su commissione del barone di Saint-Julien, tesoriere della Chiesa francese, il quale, preventivamente, aveva scelto anche il soggetto. Voleva, in effetti, essere egli stesso rappresentato mentre ammirava estasiato la sua amante, che si dondolava su un’altalena sospinta da un vescovo.
Fragonard
è uno dei massimi pittori del Settecento, e senza dubbio uno dei massimi
pittori francesi. Anzitutto per i temi, che fanno di lui il pittore del suo
tempo, di quel Settecento sensuale, garbato, del secolo di Luigi XV, dei fermiers généraux, degli esattori e
dei borghesi epicurei che dovevano rovesciare la monarchia. Il suo maestro
Boucher si compiaceva di allegorie e di raffigurazioni bucoliche; i successori
di Watteau s’attardavano nel genere delle feste galanti; Fragonard rinunciò,
con grande scandalo dei critici d’arte contemporanei, ai temi antichi o
mitologici per dedicarsi a ciò che da Courbet in poi chiamano “arte viva” [...]
I temi abbastanza liberi, che ha trattato al tempo del suo matrimonio in età già matura, non hanno né ipocrisia né la falsa ingenuità di quelli di Greuze, ma ci rammentano che il pittore è contemporaneo di Boumarchais (nato come lui nel 1734), di Casanova (nato nel 1725): che Boufflers, Laclos, e Sade sono nati dopo di lui. D’altronde, se moltiplica, con piacere evidente, i dipinti e i disegni galanti, lo fa in parte per rispondere al gusto del pubblico che, alla vigilia del 1789, lo apprezza sempre di più. [...]
(G. Wildenstein, Fragonard, Bath, 1960.)
VITA IN BREVE DI FRAGONARD
Fragonard nasce nel 1732 a Grasse, il 5 aprile, in
Provenza, da famiglia di origine italiana. Nel 1738 la famiglia si trasferisce
a Parigi. Nel 1748 entra come allievo nella bottega di Boucher. Nel 1752 vince
il Prix de Rome e si fa notare come talento emergente. Nel dicembre del
1756 giunge a Roma per un soggiorno di studio. Tra il 1760 e il 1765, anno in
cui viene ammesso all’Académie Royale e in cui espone anche al Salon,
effettua viaggi a Venezia, a Napoli e in Olanda. Tra il 1766 e il 1767 riceve
importanti commissioni dall’Académie, esponendo ancora al Salon.
Nel 1773 sposa Marie-Anne Gérard, che dà alla luce una bambina. Subito dopo
intraprende un viaggio per Roma. Nel 1774 parte da Roma per il nord dell’Europa
e visita Praga, Lubiana, Vienna, Dresda. Nel 1780 nasce il secondo figlio, ma
l’anno dopo muore il padre. Nel 1882 partecipa al Salon de la Correspondance,
per la seconda volta. Nel 1788 muore la figlia. Nel 1790 ritorna a Grasse con
la moglie. Nel 1791 è di nuovo a Parigi. Nel 1793 diventa membro della Commune
des Arts. Nel 1796 diviene presidente del Musée Central. Dal 1800
inizia un periodo di difficoltà economica; lascia l’alloggio al Louvre,
ricevendo una pensione di 1.000 franchi. Il 22 agosto del 1806 Fragonard muore,
nella sua casa parigina, per via di una congestione cerebrale.
IL POST SOPRA RIPORTATO HA SCOPO ESCLUSIVAMENTE
DIVULGATIVO, ED È RIVOLTO PERTANTO AGLI STUDENTI E AGLI APPASSIONATI.




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